fbpx

Disturbi dell’alimentazione

Disturbi dell’alimentazione

L’Anoressia e gli altri disturbi del comportamento alimentare  rappresentano un gruppo di disagi che si manifestano nell’alterazione del rapporto che l’individuo ha con il cibo.

Anoressia

“Un modo di essere al mondo”

Iniziamo con il parlare di anoressia nervosa:
Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura.”(DSM IV)

Molto si è detto riguardo le cause scatenanti; la moda è spesso incriminata in quanto, proponendo canoni estetici di magrezza sempre più spinta, crea l’immediata equazione magrezza-bellezza.

A mio avviso l’adolescente tipo, sebbene subdolamente incoraggiata ad identificarsi con modelle taglia 38, non sviluppa il disturbo alimentare in modo consequenziale.

Si è visto che nell’esordio del problema concorre in modo predominante la struttura familiare che spesso si presenta così composta:

 

La madre

  • molto presente e tendente alla perfezione.
  • controllante verso la/il figlia/o da cui pretende molto.
  • cerca attraverso la/il figlia/o di realizzare sue ambizioni.
  • ritiene la/il figlia/o un suo prolungamento.

Il padre

  • assenteo fisicamente poco coinvolto nell’educazione della figlia/o.
  • in ogni caso con un ruolo marginale rispetto a quello della madre.

I piccoli bocconi di cibo sono sminuzzati fino all’ultima briciola, così come le loro emozioni: represse, bloccate e minimizzate.

Il controllo

La potenziale anoressica cresce a “pane e controllo” che eredita in linea diretta dalla madre.

Presto apprende che l’unico modo per avere potere sul suo spazio privato, troppo spesso invaso, è quello di iniziare a controllare il suo peso ed il suo corpo.

Trova soddisfazione nel riuscire a trattenere l’istinto della fame e a selezionare accuratamente ciò e quanto mette nel piatto.

In continua lotta con il poco cibo che ingerisce e poi vomita, nel caso dell’anoressia restrittiva, o in completo digiuno persino di acqua, come nelle forme più estreme di anoressia astinente.

Un immagine distorta

L’attività fisica protratta allo stremo diventa la migliore alleata e una sorta di ansiolitico contro il terrore di ingrassare.

Peggior nemico lo specchio, che rimanda sempre un immagine grassa e da modificare nonostante la paziente sia ridotta pelle e ossa.

Sensibili ed intelligenti sfiorano appena il terreno con i magri piedi camminando per la strada, si siedono sulla punta della sedia quasi a dire “esisto ma occupo poco spazio, non voglio disturbare”.

L’approccio terapeutico

L’approccio terapeutico con l’anoressica che, soltanto per motivi statistici definiamo al femminile (poichè, sebbene negli ultimi anni l’anoressia maschile sia aumentata in modo significativo, il  90% dei pazienti risulta ancora essere di sesso femminile), deve sicuramente essere un approccio integrato; io adotto le metodologie della Psicofisiologia Clinica e le tecniche strategiche con ipnosi presenti nel percorso della Terapia Polivagale.

Le Artiterapie

In taluni casi si rivela anche molto utile avvalersi delle Artiterapie come canale espressivo e trasformativo del grande bagaglio emozionale di queste pazienti.

Il faro che guida il percorso terapeutico è il rispetto per l’anoressia intesa come un “modo di essere al mondo” senza affibbiare alla paziente la pesante cornice della ragazza/donna a cui far riacquistare peso, anche se in taluni casi sembra essere l’obiettivo prioritario date le condizioni di salute in cui versa quest’ultima.

Ma a mio modo di vedere non c’è grammo in più che tenga a fronte del far sentire la persona quanto possano pesare le emozioni e rendere leggeri allo stesso tempo e che tutto ciò possa avvenire nel proprio corpo senza deprivarlo e annullarlo.

Facendo così in modo che la paura del cibo possa regredire fino a far sentire al sicuro la paziente che potrà stabilire da sola un buon compromesso fra peso desiderato, piacere della vita ed emozioni.

Diventando nella sua vita la protagonista soddisfatta e non la carnefice.

Bulimia nervosa

Fagocitare le emozioni

Il quadro clinico

Molto spesso l’anoressia può cedere il passo alla bulimia e viceversa.

A volte le due si alternano nel quadro clinico del paziente che anche nel caso della bulimia è più frequentemente una donna dal profilo indentitario della professionista in carriera con un’impeccabile immagine sociale che, nella solitudine della propria casa, dopo aver ingurgitato quantità incredibili di cibo, si provoca il vomito per riuscire a mantenere il suo peso forma.

Una problematica sommersa

La Bulimia risulta quindi una problematica sommersa perché non denunciata dall’evidente magrezza tipica delle donne anoressiche, anche se le conseguenze sulla salute non sono meno drammatiche.

Anche in questo caso, verso il proprio aspetto, c’è un’insoddisfazione che origina all’interno di un contesto vissuto dalla paziente bulimica come giudicante e competitivo; spesso anche la madre e la sorella della bulimica sono cadute nella stessa trappola.

L’abbuffata bulimica può avvenire a qualsiasi ora del giorno e della notte, con qualsiasi tipologia di cibo, caldo o freddo e a volte ancora congelato.

Tutto viene ingerito in modo rapido e vorace e questo triste rituale può durare anche ore, finché l’ingestione cede il passo al vomito, prontamente provocato per evitare di assorbire i nutrienti del cibo.

Il meccanismo del pieno/vuoto

Questo meccanismo è volto a far sentire prima “il pieno” fino allo spasmo dei muscoli dello stomaco e successivamente “il vuoto”.

Questa alternanza sembra mimare lo status interiore dei pazienti, che oscilla tra l’esigenza di sentirsi pieni di emozioni ed amore e la negazione di questi.

Anche per la bulimia risulta fondamentale, dal punto di vista terapeutico, l’imparare a “sentirsi”, nel senso di percepire davvero il corpo, i suoi segnali e le emozioni negate.

Le tecniche Psicofisiologiche Stategiche

Le tecniche psicofisiologiche strategiche mirano in modo estremamente pratico e concreto a rendere la persona consapevole dell’innescarsi di determinati meccanismi.

Questo è un canale preferenziale in cui i pazienti possono riuscire a interrompere il perpetuarsi del circolo vizioso nel suo agire, compensando sempre più le lacune emotive alla base del disagio.

Seguono, solamente con una breve definizione,

Altri disturbi dell’alimentazione

Disturbo da alimentazione incontrollata

Introdurre a qualsiasi ora del giorno e della notte notevoli quantità di cibo,  senza ricorrere a meccanismi di evacuazione forzata tipici della bulimia nervosa, come vomito o uso sistematico di lassativi.

Picacismo

Quando si ingeriscono sostanze non nutritive quali (terra, carta, sabbia, legno) e tale atteggiamento perduri superata l’età evolutiva dei 18/24 mesi.

Obesità

Comporta una eccessiva alimentazione ed un accumulo di grasso nel corpo in quantità dannose per la salute e che porta l’individuo ad avere un indice di massa corporea superiore a 30 kg.

L’IMC è un valore che mette a confronto peso e altezza, definendo le persone in sovrappeso coloro che hanno un  IMC  compreso tra 25 e 30 kg/m2 e quelle obese laddove l’IMC fosse maggiore di 30 kg/m2

Fagofobia

E’ letteralmente la paura di deglutire il cibo nonostante non ci siano problematiche fisiche nell’apparato digerente.

Ortoressia

E’ una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche.
Comporta una eccessiva paura di ingrassare e di non essere in perfetta salute ma propio queste attenzioni producono risultati opposti.