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Ansia e attacco di panico

Ansia e attacco di panico

Ansia e attacco di panico: non mi servirà guardare quante visite avrà questa pagina, perché già da ora so che sarà la più letta…

10 Milioni

gli italiani che hanno vissuto almeno una volta l’esperienza dell’attacco di panico.

2 Milioni

hanno sviluppato un vero e proprio disturbo di panico con attacchi ripetuti, ansia e fobie.

20 - 40%

dei pazienti trattati farmacologicamente non risponde alle terapie.

15 - 25 anni

la fascia d’età in cui nella maggior parte dei casi esordiscono i sintomi.

Condizioni Predisponenti

Quando

1) Una naturale tendenza al “controllo” tipico delle persone particolarmente precise ed attente nello svolgimento delle proprie azioni.

2) Una rigidità del distretto collo-spalla e comunque un tono di base della muscolatura spesso elevato.

3) Un errato appoggio plantare.

4) Una predisposizione ed un assetto dei bulbi oculari leggermente verso l’esterno e conseguente fissità dello sguardo.

5) Errata modalità respiratoria e conseguente insufficiente ossigenazione cellulare.

6) Familiarità con il comportamento ansioso (essere cresciuto con almeno un genitore che adotta spesso una modalità ansiogena).

Campanelli di allarme

Cosa

1) Sentirsi a disagio in luoghi affollati, in galleria o durante una fila, come se si avesse la sensazione di essere bloccati senza vie di fuga e sentire il bisogno di scappare.

2) Avvertire il respiro corto.

3) Avvertire il battito cardiaco accelerato.

4) Dolori improvvisi al torace.

5) Sudorazione improvvisa.

6) Sensazione di ovattamento dall’esterno, ascoltare le voci come se provenissero da lontano.

7) Sentirsi svenire, come se mancasse la terra sotto i piedi.

8) Paura di morire.

9) Rigidità degli arti.

10) Secchezza delle fauci.

11) Paura dei mezzi di trasporto pubblici o privati.

Condizioni Predisponenti

1) Una naturale tendenza al “controllo” tipico delle persone particolarmente precise ed attente nello svolgimento delle proprie azioni.

2) Una rigidità del distretto collo-spalla, e comunque un tono di base della muscolatura spesso elevato.

3) Un errato appoggio plantare.

4) Una predisposizione ed un assetto dei bulbi oculari leggermente verso l’esterno e conseguente fissità dello sguardo.

5) Errata modalità respiratoria e conseguente insufficiente ossigenazione cellulare.

6) Familiarità con il comportamento ansioso (essere cresciuto con almeno un genitore che adotta spesso una modalità ansiogena).

Campanelli di allarme

1) Sentirsi a disagio in luoghi affollati, in galleria o durante una fila, come se si avesse la sensazione di essere bloccati senza vie di fuga e sentire il bisogno di scappare.

2) Avvertire il respiro corto.

3) Avvertire il battito cardiaco accelerato.

4) Dolori improvvisi al torace.

5) Sudorazione improvvisa.

6) Sensazione di ovattamento dall’esterno, ascoltare le voci come se provenissero da lontano.

7) Sentirsi svenire, come se mancasse la terra sotto i piedi.

8) Paura di morire.

9) Rigidità degli arti.

10) Secchezza delle fauci.

11) Paura dei mezzi di trasporto pubblici o privati.

Cosa si può fare

Questi sopra descritti sono i più frequenti 11 sintomi riportati dai pazienti prima o durante un attacco di panico.

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è trovato a vivere una di queste situazioni; il mio consiglio, se anche soltanto una di queste si ripete più di una volta senza nessun fondamento patologico (assenza di patologia medica conclamata), è di consultare un terapeuta che sappia trattare gli attacchi di panico in modo da avviarvi ad una buona prevenzione e risoluzione del picco ansioso, evitando così di far cronicizzate l’ansia.

Cosa si può fare

Questi sopra descritti sono i più frequenti 11 sintomi riportati dai pazienti prima o durante un attacco di panico.

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è trovato a vivere una di queste situazioni; il mio consiglio, se anche soltanto una di queste si ripete più di una volta senza nessun fondamento patologico (assenza di patologia medica conclamata), è di consultare un terapeuta che sappia trattare gli attacchi di panico in modo da avviarvi ad una buona prevenzione e risoluzione del picco ansioso, evitando così di far cronicizzate l’ansia.

DIFFIDATE DA CHI VI PROPONE L’APPROCCIO FARMACOLOGICO

L’Ansia e l’attacco di panico si possono, anzi, si devono affrontare senza l’ausilio di farmaci che aggiungerebbero soltanto una dipendenza in più a quelle già possedute da chi soffre di questo disturbo (es. dipendere da amici e parenti per farsi accompagnare nei luoghi per paura di avere un attacco).

A meno che il paziente non abbia una diagnosi di disturbo psichiatrico il farmaco NON DEVE far parte del percorso terapeutico.

A meno che il paziente non abbia una diagnosi di disturbo psichiatrico il farmaco NON DEVE far parte del percorso terapeutico.

Il protocollo per la risoluzione degli attacchi di panico è breve ed efficace.

Si punta dritti all’obiettivo, COME.

1) Dare alla persona i mezzi pratici per gestire un attacco di panico da sola.

2) Imparare a prevenire un attacco di panico.

3) Eliminarlo completamente nel tempo.

4) Trasformare l’ansia dannosa in ansia funzionale nel quotidiano.

COME e ancora nessun PERCHÈ?

Si, a mio modo di vedere i perché sono stati sovrastimati nella storia della psicoanalisi in particolare ma anche della psicoterapia.

I “come”

La mia scelta quindi come psicoterapeuta esperta in attacchi di panico è quella di dare al paziente tutti i COME possibili per uscir fuori dal tunnel degli attacchi di panico.

Io lo chiamo il KIT DEL PRONTO INTERVENTO, in cui il paziente “impedisce all’ansia di salire dai piedi alla testa” evitando quindi quello stato di smarrimento e paura.

Una volta scongiurato il pericolo si passa ad una successiva fase in cui il paziente viene guidato nel trasformare le sue tensioni corporee nella direzione del “rilassamento a prescindere”, ad apprendere quindi a mantenere il proprio equilibrio psicofisico in ogni condizione a prescindere dai contesti che prima gli procuravano timore di attacchi di panico.

I “perché”

Ed è in questa condizione che affiorano quasi naturalmente i “PERCHÈ” ho avuto l’attacco di panico.

Ma arrivati a questo punto ormai il paziente già vive serenamente le sue giornate e si può concedere anche il lusso di darsi delle risposte.

La Terapia Polivagale è un nuovo metodo che permette di affrontare in modo efficace e in tempi rapidi gli stadi più acuti dell’ansia e contrastare efficacemente gli attacchi di panico.