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Depressione

Depressione

“De-pressione”

La parola depressione è talmente abusata nel linguaggio comune che dietro questo termine si nascondono quasi tutti i piccoli e grandi malesseri esistenziali del nostro tempo. Curioso è il fatto che la parola de-pressione significhi senza pressione e, a mio avviso, questo rappresenta un paradosso poiché, se apparentemente il depresso ci sembra effettivamente mancare di forza e quindi “pressione”, in realtà è costantemente schiacciato da una pressione esistenziale che lo spinge ripiegato sul sé.

15 - 17 anni

In Italia tra i ragazzi la depressione colpisce sei persone su mille.

18 - 35 anni

Tra i giovani adulti riguarda una persona su 100.

35 - 64 anni

Negli adulti interessa 4,6 persone su 100.

Over 65 anni

Per gli anziani il valore è invece più che doppio: colpisce 11,6 persone su 100.

Sintomatologia del depresso

leggete e giudicate quale aspetto della persona spicca più degli altri:

1) Fatica ad alzarsi dal letto, stanchezza e senso di pesantezza.

2) Mancanza di interesse e piacere nello svolgere qualunque azione.

3) Sonno eccessivo o insonnia.

4) Inappetenza o sovralimentazione.

5) Postura ripiegata.

6) Sguardo spento ed opaco.

7) Eloquio sommesso e lento.

Questi sono alcuni dei sintomi più frequenti. Tutti riscontrabili a livello corporeo e allora è più che ovvio partire dal corpo per riattivare la macchina umana!!

Come affrontarla

Spesso ci si interroga su come affrontarla e forse è uno di quei disagi dove lo psicoterapeuta è subito chiamato ad intervenire in quanto, fin dai tempi più antichi, si riconosceva l’enorme potere della parola “logos” come mezzo curativo.

Sicuramente tutto ciò è vero ma credo anche che il dialogo sia soltanto una parte del percorso, se almeno per dialogo intendiamo quel parlare del paziente che lo dovrebbe risollevare.

La relazione con il terapeuta è fondamentale poiché, alla base di una profonda depressione, c’è quasi sempre un vuoto affettivo importante con una figura di riferimento.

L’approccio terapeutico per la depressione

È per questo che il mio approccio con la Terapia Polivagale al paziente depresso, anzi, alla persona che vive un momento depressivo, è un insieme di dialogo verbale e corporeo, in cui l’individuo trova uno spazio nuovo in cui potersi esprimere e vivere i suoi pensieri (spesso negativi) in modo diverso. Ha così la possibilità di trasformare questi ultimi attraverso delle induzioni immaginative da me proposte che mirano a modificare le immagini mentali disfunzionali riattivando il corpo che nel depresso è vissuto come fonte di malessere e sede di vari disturbi psicosomatici.